Informazioni e consigli per i pazienti
a cura del Dr. A.GIAMBERSIO - Specialista in Andrologia

La prevenzione in andrologia

La necessità di informare sulla prevenzione in andrologia nasce dalla constatazione di come, molto spesso, l’andrologo si trovi a diagnosticare malattie anche di rilevante importanza con notevole ritardo. Ciò accade perché l’andrologo ancora non rappresenta la figura di riferimento per affrontare e discutere di tutte le problematiche inerenti la salute maschile.
Negli anni ’80, la Scuola di Andrologia dell’Università di Pisa diretta dal Prof. Fabrizio Menchini Fabris, pubblicò i dati relativi alla prevalenza di patologie genitali in uno studio che coinvolse circa 11.000 ragazzi dai 16 ai 18 anni. Questo studio dimostrò da un lato come fosse molto frequente il riscontro di malattie a carico dei genitali, dall’altro, come solo pochi ragazzi fossero consapevoli di essere portatori di tali patologie e quasi nessuno immaginasse che esse potessero causare danni riproduttivi o sessuali.
Nel passato, in Italia, esisteva un filtro che, pur con le sue comprensibili limitazioni, riusciva a “mettere allo scoperto” tutta una serie di problemi e patologie andrologiche altrimenti non diagnosticate: la visita di leva. Attualmente anche questo filtro non esiste più in quanto tale visita è stata abolita. E’ appena il caso di riportare che il 25,3 % dei maschi al momento della visita di leva presentava patologie flogistiche a carico dell’apparato genitale , il 48,3 % era portatore di patologie a rischio per sub-fertilità e l’11, 2 % era portatore di patologie a rischio per neoplasie.
Rare e discontinue, territorialmente, sono le campagne tese a promuovere indagini di prevenzione in campo andrologico per una incomprensibile mancanza di sensibilità nei confronti di questi temi. A tale proposito va segnalata l’iniziativa della Società Italiana di Andrologia (S.I.A.) che dal 2001 organizza annualmente una Settimana di Prevenzione Andrologica (SPA).
In questa settimana è possibile eseguire gratuitamente una visita andrologica nelle strutture pubbliche e private che aderiscono all’iniziativa. Nel corso di tali campagne sono stati esaminati oramai oltre 20.000 maschi.
Un dato vale per tutti: ben il 21,5% dei maschi visitati non aveva mai sentito la parola “andrologo” né ne conosceva il significato.

LA PREVENZIONE IN ADROLOGIA
Gli interventi di prevenzione in Andrologia devono avere come obiettivi principali quelli di:
1) fornire tutte le informazioni necessarie alla prevenzione delle malattie più frequenti
e di quelle più gravi di pertinenza andrologica
2) identificare quanto più precocemente possibile le più importanti e frequenti
patologie del maschio.


QUANDO CONSULTARE L’ANDROLOGO
Nel corso della vita maschile possono senz’altro essere individuati dei passaggi “critici” che potrebbero richiedere una valutazione andrologica. I momenti “più delicati” sono l’infanzia, il periodo puberale, l’età adulta e l’età avanzata. In ognuno di questi momenti devono essere ricercate le patologie più frequenti in quella fascia d’età: nell’infanzia si valuterà la normalità dell’apparato genitale (assenza di criptorchidismo, di fimosi od altre alterazioni dei genitali esterni); in epoca puberale si dovrà verificare che non ci siano alterazioni nello sviluppo sessuale ed identificare quanto più precocemente possibile un eventuale varicocele od altre situazioni che potrebbero compromettere la fertilità futura del soggetto; in età adulta l’attenzione sarà posta principalmente sulle malattie infiammatorie e/o trasmissibili che presentano un’acme proprio in questa epoca della vita maschile; in età più avanzata, infine, l’attenzione sarà volta principalmente alla valutazione e prevenzione delle malattie della prostata.

DOVE FARE LA VISITA ANDROLOGICA
La valutazione andrologica va, logicamente, eseguita da un medico specialista che abbia particolare competenza ed esperienza in questo campo. Se si consulta il sito della Società Italiana di Andrologia (www.andrologiaitaliana.it) si troverà un elenco, suddiviso per Regioni, delle strutture sanitarie pubbliche e private dove operano specialisti andrologi particolarmente qualificati.


IN COSA CONSISTE UNA VISITA ANDROLOGICA
Una valutazione andrologica non differisce sostanzialmente da una normale visita medica. Essa comprende la raccolta di una anamnesi (cioè la raccolta di informazioni sullo stato di salute del paziente e sulle malattie pregresse), una visita clinica ed eventuali accertamenti diagnostici strumentali (esempio ecografie, esami di laboratorio od altro).
Le malattie che vanno particolarmente ricercate possono essere schematicamente suddivise in tre gruppi:
- Patologie che possono incidere sulla fertilità
- Patologie infiammatorie e/o trasmissibili
- Patologie a rischio per neoplasie


PATOLOGIE CHE POSSONO INCIDERE SULLA FERTILITA’Fig. 1. Ecocolor Doppler in caso di varicoceleFig. 1. Ecocolor Doppler in caso di varicocele
La causa più frequente di sub-fertilità maschile è il varicocele. Una diagnosi precoce di tale patologia può essere estremamente utile nello scongiurare un danno più grave. La ricerca di tale alterazione deve essere fatta specialmente in presenza di familiarità per varicocele (padri, fratelli portatori di tale patologia).
Molte infiammazioni dell’apparato genitale possono, inoltre, in varia misura compromettere la fertilità maschile, ad esempio una prostatite, un’orchite, una epididimite.

 

 

 

 

 

 


PATOLOGIE INFIAMMATORIE E TRASMISSIBILI


Fig. 2. Condilomi endouretraliFig. 2. Condilomi endouretraliFig. 3. Molluschi contagiosiFig. 3. Molluschi contagiosiLe malattie sessualmente trasmesse (MST) sono ovunque in forte aumento sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. Conoscere le modalità di trasmissione di queste malattie ed i mezzi per evitarne il contagio sono il presupposto per ogni efficace programma di prevenzione. Esistono malattie infiammatorie molto frequenti e facilmente trattabili (ad esempio le infezioni da candida), malattie più impegnative ma ugualmente guaribili (quali infezioni da HPV, uretriti, prostatiti, infezioni da Molluschi Contagiosi) fino a patologie più gravi (esempio infezioni da HIV).
In tutti questi casi la prevenzione comincia con una corretta informazione per evitare un possibile contagio; la diagnosi quanto più precoce possibile è poi fondamentale per prevenire complicanze più difficili da trattare.
  
PATOLOGIE A RISCHIO PER NEOPLASIE
Fig. 4. Microlitiasi testicolareFig. 4. Microlitiasi testicolareFig. 5. Ecocolor Doppler in caso di neoplasia testicolareFig. 5. Ecocolor Doppler in caso di neoplasia testicolareLe neoplasie testicolari sono affezioni rare. Tuttavia esse rappresentano le neoplasie maligne più frequenti in giovani adulti nella fascia di età dai 15 ai 40 anni. Si tratta di una malattia facilmente curabile quando si riesce ad eseguire una diagnosi precoce.
Per questa ragione numerosissime Società Mediche Internazionali consigliano vivamente, nei maschi di età compresa fra i 15 ed i 40 anni, di eseguire mensilmente una autopalpazione testicolare. Si tratta di una manovra molto semplice che può essere considerata l’equivalente dell’autopalpazione delle mammelle nelle donne che, come è noto, consente di identificare precocemente noduli mammari sospetti. Tale raccomandazione è particolarmente importante in alcuni pazienti più a rischio per queste patologie quali quelli con microlitiasi testicolare o criptorchidismo.

 

 

Un’altra neoplasia che, purtroppo, necessita di prevenzione e diagnosi quanto più precoce possibile è il carcinoma della prostata. Tale affezione rappresenta la più frequente causa di neoplasia nel maschio dopo le neoplasie polmonari. In Italia ogni anno si registrano circa 11.000 nuovi casi. Molto raramente si manifesta prima dei 40 anni e, specie nelle fasi più precoci, risulta essere completamente asintomatica. Da più parti viene consigliato, a scopo preventivo, di eseguire visite di controllo annuali a partire dall’età di 40 anni. Tali programmi di prevenzione generalmente prevedono l’esecuzione di un dosaggio ematico del PSA (Antigene Prostatico Specifico), di una visita clinica con esplorazione rettale ed eventualmente di una ecografia prostatica transrettale.Questi semplici esami sono spesso in grado, infatti, di identificare neoplasie anche in stadi molto precoci. La familiarità, la razza, lo stile di vita e l’alimentazione giocano un ruolo importante nell’insorgenza della malattia.

Fig.6 Ecografia transrettale della prostata. In sede periferica è apprezzabile un nodulo solido ipoecogeno (*) da riferire ad adenocarcinoma della prostata.Fig.6 Ecografia transrettale della prostata. In sede periferica è apprezzabile un nodulo solido ipoecogeno (*) da riferire ad adenocarcinoma della prostata.